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	<title>Commenti per Famiglia e Famiglie</title>
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	<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:19:01 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di Maria Pia</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-27</link>
		<dc:creator>Maria Pia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 16:59:06 +0000</pubDate>
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		<description>Oltre il silenzio…
 A margine dell’incontro di giovedì 23 ottobre per la  formazione per O.P.F. su “famiglie in difficoltà o in situazioni irregolari”


Angelina abbassa gli occhi quando parla dei momenti più bui del suo matrimonio fallito: la morte della figlia, le assenze del marito, quel freddo rancore, i silenzi, quel farsi male ottuso, le bugie, l’addio, il tribunale. Un dolore, una cicatrice, come lei stessa ammette, mai guarita, ma che oggi, fa meno male. La guardiamo e per un po’ ci facciamo suo prossimo, ascoltiamo, partecipiamo al suo dolore,. Non passano per la mente giudizi, considerazioni. Angelina è una delle migliaia di donne, di uomini che soffrono la separazione, il divorzio e chiedono alla Chiesa di essere ascoltati, di poter dire la loro, perché da battezzati sentono di avere  ancora un posto nella comunità e sono alla ricerca di risposte ai loro dubbi. Siamo in tanti ad ascoltare la sua testimonianza e, come Operatori di pastorale familiare, ancora una volta ci sembra di essere dinanzi ad una orizzonte straordinario in cui si proietta il nostro ruolo di accompagnatori, di fratelli, ma che ci vede ancora  poco pronti ad affrontare le sfide delle tante “famiglie in difficoltà o in situazione irregolare”.
L’intervento di Angelina è seguito da quello di Don Eugenio Zanetti, fondatore  di “La Casa”,  una  comunità di consulenza  e accompagnamento di singoli o coppie che hanno vissuto l’esperienza della separazione, del divorzio o della scelta di una nuova unione.
L’intervento è chiaro e serrato. Don Eugenio va diritto al punto: Cosa fare per questi fratelli, che ruolo occupano nella  Chiesa  le persone che hanno subito la separazione o il divorzio o, al contrario hanno  scelto  loro stessi di interrompere la comunione con la Chiesa  scegliendo il divorzio. Don Eugenio non offre ricette e pare avere un unico obiettivo, rendere visibile questo dolore per farlo divenire ricchezza per la comunità. L’invito è chiaro per tutti: va superato il lungo silenzio sull’argomento che ci ha visto spettatori silenziosi di tanto dolore nella Chiesa.  
Appare evidente che il problema non è più rimandabile. I matrimoni che falliscono anche dopo pochi mesi sono argomento quotidiano e l’aggettivo “ indissolubile” affiancato alla parola matrimonio, sembra cosa di altri tempi. Insomma, è ora di affrontare con generosa disponibilità questa sfida pastorale che non è più rimandabile e che ci interpella come singoli e come comunità.
Di fronte alla continua pressione dei media che propongono unioni mordi e fuggi, relazioni temporanee, per soddisfare il bisogno di felicità del singolo e, come afferma in un suo libro il noto avvocato bolognese Massimilano Fiorin,  di fronte ad una crescente propensione del sistema giudiziario che diffonde la cultura del “separarsi è bello”, siamo chiamati a dare risposte chiare che facciano arrivare agli sposi e, prima ancora ai fidanzati, il pensiero semplice della Chiesa sul matrimonio cristiano, oltre che a disporci ad accogliere quanti, separati, divorziati o risposati fossero alla ricerca sincera del loro posto nella comunità, al di là della richiesta dell’accesso al sacramento dell’Eucarestia, che spesso appare come unico momento di “visibilità” nella comunità.
La Chiesa di Napoli si sente fortemente interpellata da questo problema pastorale e più volte il Cardinale Sepe ha sollecitato l’attenzione di noi operatori di Pastorale familiare sul tema in questione. L’incontro con Don Zanetti e le tracce di percorsi pastorali indicate da lui sono un buon avvio. A ciò va aggiunto la convinzione della necessità di formazione per gli operatori, che quest’anno si avvale anche della grande esperienza del Fondatore del Consultorio “La famiglia”, P. Correra, che ha dato inizio ad un percorso rigoroso di formazione per 20 operatori di centri di ascolto, che nel prossimo anno potranno servire nelle comunità parrocchiali in aiuto alle famiglie in difficoltà. L’accompagnamento di queste persone, fratelli che chiedono chiarezza, ma anche ascolto, va anche fatto con la consapevolezza che solo Dio legge nel cuore di noi tutti e che la preghiera rimane il nostro percorso privilegiato per arrivare a cambiare il cuore  per permettere a Lui di entrare nella nostra casa.
 Coloro che volessero saperne di più, possono  avere notizie sull’esperienza della comunità “La casa” collegandosi ad internet.  o leggendo il testo “Dopo l’inverno” di E. Zanetti ed. Ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre il silenzio…<br />
 A margine dell’incontro di giovedì 23 ottobre per la  formazione per O.P.F. su “famiglie in difficoltà o in situazioni irregolari”</p>
<p>Angelina abbassa gli occhi quando parla dei momenti più bui del suo matrimonio fallito: la morte della figlia, le assenze del marito, quel freddo rancore, i silenzi, quel farsi male ottuso, le bugie, l’addio, il tribunale. Un dolore, una cicatrice, come lei stessa ammette, mai guarita, ma che oggi, fa meno male. La guardiamo e per un po’ ci facciamo suo prossimo, ascoltiamo, partecipiamo al suo dolore,. Non passano per la mente giudizi, considerazioni. Angelina è una delle migliaia di donne, di uomini che soffrono la separazione, il divorzio e chiedono alla Chiesa di essere ascoltati, di poter dire la loro, perché da battezzati sentono di avere  ancora un posto nella comunità e sono alla ricerca di risposte ai loro dubbi. Siamo in tanti ad ascoltare la sua testimonianza e, come Operatori di pastorale familiare, ancora una volta ci sembra di essere dinanzi ad una orizzonte straordinario in cui si proietta il nostro ruolo di accompagnatori, di fratelli, ma che ci vede ancora  poco pronti ad affrontare le sfide delle tante “famiglie in difficoltà o in situazione irregolare”.<br />
L’intervento di Angelina è seguito da quello di Don Eugenio Zanetti, fondatore  di “La Casa”,  una  comunità di consulenza  e accompagnamento di singoli o coppie che hanno vissuto l’esperienza della separazione, del divorzio o della scelta di una nuova unione.<br />
L’intervento è chiaro e serrato. Don Eugenio va diritto al punto: Cosa fare per questi fratelli, che ruolo occupano nella  Chiesa  le persone che hanno subito la separazione o il divorzio o, al contrario hanno  scelto  loro stessi di interrompere la comunione con la Chiesa  scegliendo il divorzio. Don Eugenio non offre ricette e pare avere un unico obiettivo, rendere visibile questo dolore per farlo divenire ricchezza per la comunità. L’invito è chiaro per tutti: va superato il lungo silenzio sull’argomento che ci ha visto spettatori silenziosi di tanto dolore nella Chiesa.<br />
Appare evidente che il problema non è più rimandabile. I matrimoni che falliscono anche dopo pochi mesi sono argomento quotidiano e l’aggettivo “ indissolubile” affiancato alla parola matrimonio, sembra cosa di altri tempi. Insomma, è ora di affrontare con generosa disponibilità questa sfida pastorale che non è più rimandabile e che ci interpella come singoli e come comunità.<br />
Di fronte alla continua pressione dei media che propongono unioni mordi e fuggi, relazioni temporanee, per soddisfare il bisogno di felicità del singolo e, come afferma in un suo libro il noto avvocato bolognese Massimilano Fiorin,  di fronte ad una crescente propensione del sistema giudiziario che diffonde la cultura del “separarsi è bello”, siamo chiamati a dare risposte chiare che facciano arrivare agli sposi e, prima ancora ai fidanzati, il pensiero semplice della Chiesa sul matrimonio cristiano, oltre che a disporci ad accogliere quanti, separati, divorziati o risposati fossero alla ricerca sincera del loro posto nella comunità, al di là della richiesta dell’accesso al sacramento dell’Eucarestia, che spesso appare come unico momento di “visibilità” nella comunità.<br />
La Chiesa di Napoli si sente fortemente interpellata da questo problema pastorale e più volte il Cardinale Sepe ha sollecitato l’attenzione di noi operatori di Pastorale familiare sul tema in questione. L’incontro con Don Zanetti e le tracce di percorsi pastorali indicate da lui sono un buon avvio. A ciò va aggiunto la convinzione della necessità di formazione per gli operatori, che quest’anno si avvale anche della grande esperienza del Fondatore del Consultorio “La famiglia”, P. Correra, che ha dato inizio ad un percorso rigoroso di formazione per 20 operatori di centri di ascolto, che nel prossimo anno potranno servire nelle comunità parrocchiali in aiuto alle famiglie in difficoltà. L’accompagnamento di queste persone, fratelli che chiedono chiarezza, ma anche ascolto, va anche fatto con la consapevolezza che solo Dio legge nel cuore di noi tutti e che la preghiera rimane il nostro percorso privilegiato per arrivare a cambiare il cuore  per permettere a Lui di entrare nella nostra casa.<br />
 Coloro che volessero saperne di più, possono  avere notizie sull’esperienza della comunità “La casa” collegandosi ad internet.  o leggendo il testo “Dopo l’inverno” di E. Zanetti ed. Ancora.</p>
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		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di Maria Pia</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-25</link>
		<dc:creator>Maria Pia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 16:56:23 +0000</pubDate>
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		<description>Quì di seguito la testimonianza  arrivata in Ufficio famiglia della Curia  da una coppia di Operatori di Pastorale familiare che ha partecipato all'incontro di formazione del 23 ottobre scorso, organizzato  per quanti seguono più da vicino le problematiche delle coppie in difficoltà e che sarà pubblicata su Nuova Stagione nel prossimo numero.  La lettura aiuta a capire..
“Io e mio marito, incaricati dal nostro Parroco come operatori della Pastorale Familiare, abbiamo partecipato all’incontro tenutosi il 23.10.2008 presso l’Auditorium della Curia Arcivescovile sul tema: “Separati, divorziati e risposati che vivono nella Chiesa”. Il relatore, Don Eugenio Zanetti, è un sacerdote della Diocesi di Bergamo, che ha presentato il Gruppo “La Casa” del quale è responsabile; questo gruppo è composto da sacerdoti ed animatori  laici che si occupano dell’accompagnamento spirituale offerto a separati, divorziati e risposati che nella sofferenza hanno cercato aiuto ed hanno cominciato un cammino di rinascita e di crescita, prendendo coscienza dei motivi che hanno portato alla separazione o al divorzio e sentendo, attraverso l’aiuto degli operatori del Gruppo “La Casa”, che la Chiesa è Madre e soffre sempre per i dolori ed i fallimenti dei suoi figli,, e mai giudica o condanna, ma cerca di offrire a tutti l’immenso e misericordioso Amore di Dio Padre.
Dopo la presentazione da parte di Don Eugenio dell’opera svolta dal  suo gruppo, abbiamo ascoltato una testimonianza dalla viva voce di chi aveva vissuto la dolorosa esperienza della separazione, ed entrata in contatto con “La Casa” ne era poi diventata operatrice, mettendosi a disposizione per aiutare altre persone che si trovavano a vivere la stessa situazione.
Ascoltando la storia di Angelina, che con grande amore donava a tutti noi la sua esperienza pur rinnovando il suo dolore, ma con grande serenità, io e mio marito ci siamo commossi fino alle lacrime perché  abbiamo rivissuto la nostra esperienza:
otto anni fa, dopo quattro anni di matrimonio, la nostra coppia è andata in crisi e dopo un anno di disperati tentativi da parte mia di capire cosa stesse succedendo a mio marito, lui ha deciso di andare via di casa. Era chiaro che qualcuno si era messo tra di noi approfittando delle nostre debolezze, facendo leva sui nostri punti deboli: uno di questi poteva essere il fatto che non riuscivamo ad avere bambini e ciò ci faceva soffrire molto, ma invece di cercare nel nostro amore, nell’unità della nostra coppia , la forza per vivere e superare questo dolore, scappavamo e ci illudevamo di stare bene rincorrendo false emozioni.

Sicuramente abbiamo vissuto un grande tormento, non avevamo pace, ma la forza della preghiera ci ha aiutati tantissimo: io non ho mai perso la stima e la fiducia in mio marito, sentivo che anche lui soffriva tantissimo ed ho pregato tanto Dio di non far finire il nostro matrimonio; ho chiesto agli amici più cari di pregare per noi, mi sono inginocchiata dinanzi al SANTISSIMO SACRAMENTO  e gli ho offerto tutto il mio dolore, ma anche la mia va speranza e la mia fiducia in Dio che non mi ha mai lasciato nella disperazione, ma mi ha sempre dato la forza per continuare ad amare mio marito qualunque cosa accadesse.
Poi ho chiesto a mio marito se era contento di rivolgerci ad un sacerdote per farci aiutare, non tanto per risolvere la situazione a tutti i costi, ma per trovare dentro di noi la pace e la serenità per vivere quello che era meglio per noi. Mio marito ha accettato e poco tempo dopo è tornato a casa e piano piano, con amore e pazienza da parte di entrambi, la nostra famiglia si è ricomposta e subito Dio nel Suo grande Amore ci ha ricompensati facendoci dono di nostra figlia, che è la testimonianza viva che Dio ci ama ed a Lui tutto è possibile!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quì di seguito la testimonianza  arrivata in Ufficio famiglia della Curia  da una coppia di Operatori di Pastorale familiare che ha partecipato all&#8217;incontro di formazione del 23 ottobre scorso, organizzato  per quanti seguono più da vicino le problematiche delle coppie in difficoltà e che sarà pubblicata su Nuova Stagione nel prossimo numero.  La lettura aiuta a capire..<br />
“Io e mio marito, incaricati dal nostro Parroco come operatori della Pastorale Familiare, abbiamo partecipato all’incontro tenutosi il 23.10.2008 presso l’Auditorium della Curia Arcivescovile sul tema: “Separati, divorziati e risposati che vivono nella Chiesa”. Il relatore, Don Eugenio Zanetti, è un sacerdote della Diocesi di Bergamo, che ha presentato il Gruppo “La Casa” del quale è responsabile; questo gruppo è composto da sacerdoti ed animatori  laici che si occupano dell’accompagnamento spirituale offerto a separati, divorziati e risposati che nella sofferenza hanno cercato aiuto ed hanno cominciato un cammino di rinascita e di crescita, prendendo coscienza dei motivi che hanno portato alla separazione o al divorzio e sentendo, attraverso l’aiuto degli operatori del Gruppo “La Casa”, che la Chiesa è Madre e soffre sempre per i dolori ed i fallimenti dei suoi figli,, e mai giudica o condanna, ma cerca di offrire a tutti l’immenso e misericordioso Amore di Dio Padre.<br />
Dopo la presentazione da parte di Don Eugenio dell’opera svolta dal  suo gruppo, abbiamo ascoltato una testimonianza dalla viva voce di chi aveva vissuto la dolorosa esperienza della separazione, ed entrata in contatto con “La Casa” ne era poi diventata operatrice, mettendosi a disposizione per aiutare altre persone che si trovavano a vivere la stessa situazione.<br />
Ascoltando la storia di Angelina, che con grande amore donava a tutti noi la sua esperienza pur rinnovando il suo dolore, ma con grande serenità, io e mio marito ci siamo commossi fino alle lacrime perché  abbiamo rivissuto la nostra esperienza:<br />
otto anni fa, dopo quattro anni di matrimonio, la nostra coppia è andata in crisi e dopo un anno di disperati tentativi da parte mia di capire cosa stesse succedendo a mio marito, lui ha deciso di andare via di casa. Era chiaro che qualcuno si era messo tra di noi approfittando delle nostre debolezze, facendo leva sui nostri punti deboli: uno di questi poteva essere il fatto che non riuscivamo ad avere bambini e ciò ci faceva soffrire molto, ma invece di cercare nel nostro amore, nell’unità della nostra coppia , la forza per vivere e superare questo dolore, scappavamo e ci illudevamo di stare bene rincorrendo false emozioni.</p>
<p>Sicuramente abbiamo vissuto un grande tormento, non avevamo pace, ma la forza della preghiera ci ha aiutati tantissimo: io non ho mai perso la stima e la fiducia in mio marito, sentivo che anche lui soffriva tantissimo ed ho pregato tanto Dio di non far finire il nostro matrimonio; ho chiesto agli amici più cari di pregare per noi, mi sono inginocchiata dinanzi al SANTISSIMO SACRAMENTO  e gli ho offerto tutto il mio dolore, ma anche la mia va speranza e la mia fiducia in Dio che non mi ha mai lasciato nella disperazione, ma mi ha sempre dato la forza per continuare ad amare mio marito qualunque cosa accadesse.<br />
Poi ho chiesto a mio marito se era contento di rivolgerci ad un sacerdote per farci aiutare, non tanto per risolvere la situazione a tutti i costi, ma per trovare dentro di noi la pace e la serenità per vivere quello che era meglio per noi. Mio marito ha accettato e poco tempo dopo è tornato a casa e piano piano, con amore e pazienza da parte di entrambi, la nostra famiglia si è ricomposta e subito Dio nel Suo grande Amore ci ha ricompensati facendoci dono di nostra figlia, che è la testimonianza viva che Dio ci ama ed a Lui tutto è possibile!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di rosa</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-22</link>
		<dc:creator>rosa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 10:23:31 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna condannare i politici,  e le politicanti napoletane, lussuriosi e sfasciafamiglie, il vizio è padrone dell'ozio scapestrato di tutti i politici , che hanno fatto molto "scuola" in materia di disastri familiari, le veline e i tronisti, e i vips hanno fatto il resto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna condannare i politici,  e le politicanti napoletane, lussuriosi e sfasciafamiglie, il vizio è padrone dell&#8217;ozio scapestrato di tutti i politici , che hanno fatto molto &#8220;scuola&#8221; in materia di disastri familiari, le veline e i tronisti, e i vips hanno fatto il resto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di Maria Carmela</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-21</link>
		<dc:creator>Maria Carmela</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 10:40:22 +0000</pubDate>
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		<description>Salve!In primo luogo, desidero ringraziare tt, in particolare Il Cardinale, S. E. SEPE e tt che collaborano a questo progetto, unitamente  tt l\'utenza presente in questo forum! Infatti il VS contributo é grande, perché per chi crede ed ha fede, é come immergersi in uno specchio; quale, le domande, le riflessioni, i problemi e le testimonianze, formano uno specchio vivo dove ci si riflette dentro e respira vedendosi la vita! Si affermano verità e si confermano altre!
Il Signor Condurro, per esempio,scrive;\&#34;C’è una sorta di comprensibile pudore, ma bisogna cominciare a parlarne e trovare chi ci aiuta a capirne di più\&#34;.

Non siano di scandalo per Voi le mie parole e la verità che Voi stessi gli darete testimonianza! Io credo che nessun o alcuni sodalizio può/possono essere uniti a parole, tanto ancor meno, il matrimonio costituito sotto il sigillo di Dio, ma fuori da Lui, e perciò nessuna unione può sussistere vivendo fuori da Lui! 

Sono concorde che necessita dialogare, aiutarsi a vicenda,ma il bene, la verità, quando arriva é ostacolata da molto, da tanto e tanti!- il silenzio che Lei menziona, io direi che é un incomprensibile pudore, talvolta é falso.- testimone di questa verità, é la verità stessa che si erge quasi con violenza nella vita sociale e molto prima, in quella familiare: deformando,deturpando la reale bellezza della vita, la semplicità che avrebbe dovuto essere vissuta in con Dio! - il silenzio falso é ascoltabile, visibile e leggibile, come il silenzio e la bellezza di Dio! Nessuno può oscurarli! Forse, tt, dentro noi abbiamo la verità, fondamentalmente la conosciamo e allo stesso tempo l\'allontaniamo da noi, magari infatuati da/ per esigenze esteriori! I problemi piccoli e grandi che esistono e sussistono più del bene, non vengono tt da fuori da noi, anche se peggiorano violentemente tt il nostro essere famiglia e figli, fratelli e sorelle. - principalmente però, necessita prendere atto che una volta cresciuti, noi siamo gli autori delle nostre sventure! 

Ieri l\' Istat nazionale, ha dichiarato che rispetto agli anni passati, i divorzi in Italia, sono più del 50%,! Io vi dico: che tra i matrimoni di ieri e quelli di oggi, non cambia niente, non erano e non sono diversi nelle problematiche che conducono inesorabilmente alla frammentazione e familiare e dopo comunitaria; una verità leggibile ovunque, dal disfacimento sociale! Come l\'altra verità e le tante altre visibili come il sole! Non abbiamo tanto bisogno degli incentivi dello Stato, pitosto del progetto di Dio, donato agli uomini e da loro stessi dimenticato! Nessun progetto dell\'uomo é fatto bene per l\'uomo stesso! Il progetto di Dio per l\'uomo e dico anche donna é l\'unico che potremmo costruire!

Ma Noi tt, avendo divorziato da Dio, sin da ieri, uscendo fuori dal suo Seno!? - siamo usciti fuori dalla nostra natura semplice, ed é naturale che si levi la divisione, la discordia, l\'infedeltà, l\'oppressione, ovunque: tra marito e moglie, concludendosi con il divorzio tra gli sposi,ma non solo anche e per questo non si contano le  divisioni, tra fratelli e sorelle, suoceri e con suoceri,, vicini di casa e tra colleghi sul lavoro, l\'indisciplinazione regna ovunque , perché Dio l\'abbiamo messo, é fuori dal noi! 

La famiglia, intesa come quella proclamata da Cristo il Signore,,,,,,da sempre, mi chiedo dov\'é? - quando nascerà?- ma,haiamé, se  gli sposi non si uniscono veramente in Dio! - credo che non nescerà mai la famiglia! Anche se la terra é popolata da infinite famiglie!-  nel tempo e nella storia finora, sin dall\'inizio e da Cana, credo che gli unici sposi che hanno ricevuto il grande Dono da Cristo stesso per mediazione della Madre Maria Celeste, siano stati gli sposi delle nozze di Cana!  - io ritengo che molti di noi sposi, siamo uniti in matrimonio solo a parole e sulla carta! Voglio dire che noi tt, chi per una via, chi per l\'altra, o cose o fatti, siamo sposati, uniti in matrimonio sotto il Sigillo e nel Nome di Dio, ma perseguiamo e viviamo, e moriamo a tt le gioie, haiamé...Perché siamo tt fuori da Lui! Nessuno di noi penso possa dire di aver vissuto una vita coniugale nell\'integrità della persona e nel disegno di Dio - come possono esistere famiglie stabili, famiglie che vivono la pace, la gioia e in qualsiasi stato sociale essi si trovano....o la comunità sociale.....Se Nessuna unione é veramente in Dio? Se prima gli sposi non godono di questa bellezza e delle Sue gioie!? 

Io credo che nessun o alcuni sodalizio può/possono essere, definirsi, e sposi uniti, solo a parole sotto il sigillo di Dio e fuori da Lui!- vivere fuori da Lui s’evidenzia, che è un vivere e morire a tt le gioie che Egli aveva designato per noi, ciò lo vediamo ogni giorno nel mondo e nel nostro piccolo quotidiano che né é anche il testimone!- nessuna unione può sussistere senza di Lui!  Non si tratta neanche di esempi, né di modelli da seguire! Non so dove ho letto che gli uomini, hanno dimenticato la parola\&#34;Amore\&#34;!!! Io M.. Carmela, mamma e madre di quattro figli, sposata da circa 30 anni e d’esperienza  di vita circa 50, vi dico; di parole, ce ne sono anche troppe nel mondo!- la parola si é sviluppata come un gigante che poggia i suoi piedi, uno sulla terra e uno sul mare, ma non vive né del mare né della terra né del cielo, un giorno si divaricheranno del tt le sue gambe e finalmente il suo corpo deformato si spezzerà! - di convivenze confuse nelle parolai che definiscono tt/tt amori ecc.. e bla, bla, bla!!!...Sono tt amori falsi, poiché sono come alberi senza radici! Sono simili ad una numerazione che vuole sussistere senza il numero 1, ma non possono susseguire tt gli altri numeri! - io vi dico; che senza il primo Amore per/in Dio, tt gli altri amori sono falsi e vani!  Il fatto é, che per comprendere più che dai trattati degli altri, abbiamo bisogno di testimoni della fede, abbiamo bisogno di credenti, ma vi dico, anche, se non trovate fra DI VOI chi veramente ha fede, fatevi testimoni VOI STESSI della fede , meditate la PAROLA di DIO e fatene TESORO, E DI OGNI SEME! Fatene lo specchio vivo della VS casa che é il Vs corpo! Specchiarsi nella viva Parola di Dio;in particolare dove Egli dice, senza di me non potete fare nulla!!! CERCATE NELLA PAROLA LA LETTERA CHE  SIETE VOI!!!

 – Congedandomi da Voi, vi dico, ciò che manca in ogni e dove, non sono le parole, le divisioni hanno una radice viva; cio che manca é l\'amore  ovunque e in ogni e dov\'é discordia, superbia, impudicizia,cupidigia, oppressione, ribellione, odio e quant\' altro non é buono e bello dinanzi agli occhi di Dio!!!? é DIVISIONE, é FRAMMENTAZIONE!  Anch\'io, aspetto, e pazientemente attendo da tanto che nasca l\'amore! Quell’Amore  che é il sale , che è il sapore, che é la fede, che é il credo, vivo in noi! Che è quell’univo e unico amor di Dio, Padre e Madre di Tutti gli altri amori!  Gli amori di questo mondo, sono un mare senza sale, sono come alberi sterili, senza radici, sono come il deserto, come letti di fiumi prosciugati alla sorgente! Senza Dio,  in questo mondo non può esserci vita! Devota in Gesù e Maria, vi ho dato la mia testimonianza, un mica della fede che porto in me!  - ed in fede Vi ringrazio per avermi letta. Vi saluto porgendo il saluto che Maria ama! Ave!
 M. C. F. da Prov. di Napoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve!In primo luogo, desidero ringraziare tt, in particolare Il Cardinale, S. E. SEPE e tt che collaborano a questo progetto, unitamente  tt l\&#8217;utenza presente in questo forum! Infatti il VS contributo é grande, perché per chi crede ed ha fede, é come immergersi in uno specchio; quale, le domande, le riflessioni, i problemi e le testimonianze, formano uno specchio vivo dove ci si riflette dentro e respira vedendosi la vita! Si affermano verità e si confermano altre!<br />
Il Signor Condurro, per esempio,scrive;\&quot;C’è una sorta di comprensibile pudore, ma bisogna cominciare a parlarne e trovare chi ci aiuta a capirne di più\&quot;.</p>
<p>Non siano di scandalo per Voi le mie parole e la verità che Voi stessi gli darete testimonianza! Io credo che nessun o alcuni sodalizio può/possono essere uniti a parole, tanto ancor meno, il matrimonio costituito sotto il sigillo di Dio, ma fuori da Lui, e perciò nessuna unione può sussistere vivendo fuori da Lui! </p>
<p>Sono concorde che necessita dialogare, aiutarsi a vicenda,ma il bene, la verità, quando arriva é ostacolata da molto, da tanto e tanti!- il silenzio che Lei menziona, io direi che é un incomprensibile pudore, talvolta é falso.- testimone di questa verità, é la verità stessa che si erge quasi con violenza nella vita sociale e molto prima, in quella familiare: deformando,deturpando la reale bellezza della vita, la semplicità che avrebbe dovuto essere vissuta in con Dio! - il silenzio falso é ascoltabile, visibile e leggibile, come il silenzio e la bellezza di Dio! Nessuno può oscurarli! Forse, tt, dentro noi abbiamo la verità, fondamentalmente la conosciamo e allo stesso tempo l\&#8217;allontaniamo da noi, magari infatuati da/ per esigenze esteriori! I problemi piccoli e grandi che esistono e sussistono più del bene, non vengono tt da fuori da noi, anche se peggiorano violentemente tt il nostro essere famiglia e figli, fratelli e sorelle. - principalmente però, necessita prendere atto che una volta cresciuti, noi siamo gli autori delle nostre sventure! </p>
<p>Ieri l\&#8217; Istat nazionale, ha dichiarato che rispetto agli anni passati, i divorzi in Italia, sono più del 50%,! Io vi dico: che tra i matrimoni di ieri e quelli di oggi, non cambia niente, non erano e non sono diversi nelle problematiche che conducono inesorabilmente alla frammentazione e familiare e dopo comunitaria; una verità leggibile ovunque, dal disfacimento sociale! Come l\&#8217;altra verità e le tante altre visibili come il sole! Non abbiamo tanto bisogno degli incentivi dello Stato, pitosto del progetto di Dio, donato agli uomini e da loro stessi dimenticato! Nessun progetto dell\&#8217;uomo é fatto bene per l\&#8217;uomo stesso! Il progetto di Dio per l\&#8217;uomo e dico anche donna é l\&#8217;unico che potremmo costruire!</p>
<p>Ma Noi tt, avendo divorziato da Dio, sin da ieri, uscendo fuori dal suo Seno!? - siamo usciti fuori dalla nostra natura semplice, ed é naturale che si levi la divisione, la discordia, l\&#8217;infedeltà, l\&#8217;oppressione, ovunque: tra marito e moglie, concludendosi con il divorzio tra gli sposi,ma non solo anche e per questo non si contano le  divisioni, tra fratelli e sorelle, suoceri e con suoceri,, vicini di casa e tra colleghi sul lavoro, l\&#8217;indisciplinazione regna ovunque , perché Dio l\&#8217;abbiamo messo, é fuori dal noi! </p>
<p>La famiglia, intesa come quella proclamata da Cristo il Signore,,,,,,da sempre, mi chiedo dov\&#8217;é? - quando nascerà?- ma,haiamé, se  gli sposi non si uniscono veramente in Dio! - credo che non nescerà mai la famiglia! Anche se la terra é popolata da infinite famiglie!-  nel tempo e nella storia finora, sin dall\&#8217;inizio e da Cana, credo che gli unici sposi che hanno ricevuto il grande Dono da Cristo stesso per mediazione della Madre Maria Celeste, siano stati gli sposi delle nozze di Cana!  - io ritengo che molti di noi sposi, siamo uniti in matrimonio solo a parole e sulla carta! Voglio dire che noi tt, chi per una via, chi per l\&#8217;altra, o cose o fatti, siamo sposati, uniti in matrimonio sotto il Sigillo e nel Nome di Dio, ma perseguiamo e viviamo, e moriamo a tt le gioie, haiamé&#8230;Perché siamo tt fuori da Lui! Nessuno di noi penso possa dire di aver vissuto una vita coniugale nell\&#8217;integrità della persona e nel disegno di Dio - come possono esistere famiglie stabili, famiglie che vivono la pace, la gioia e in qualsiasi stato sociale essi si trovano&#8230;.o la comunità sociale&#8230;..Se Nessuna unione é veramente in Dio? Se prima gli sposi non godono di questa bellezza e delle Sue gioie!? </p>
<p>Io credo che nessun o alcuni sodalizio può/possono essere, definirsi, e sposi uniti, solo a parole sotto il sigillo di Dio e fuori da Lui!- vivere fuori da Lui s’evidenzia, che è un vivere e morire a tt le gioie che Egli aveva designato per noi, ciò lo vediamo ogni giorno nel mondo e nel nostro piccolo quotidiano che né é anche il testimone!- nessuna unione può sussistere senza di Lui!  Non si tratta neanche di esempi, né di modelli da seguire! Non so dove ho letto che gli uomini, hanno dimenticato la parola\&quot;Amore\&quot;!!! Io M.. Carmela, mamma e madre di quattro figli, sposata da circa 30 anni e d’esperienza  di vita circa 50, vi dico; di parole, ce ne sono anche troppe nel mondo!- la parola si é sviluppata come un gigante che poggia i suoi piedi, uno sulla terra e uno sul mare, ma non vive né del mare né della terra né del cielo, un giorno si divaricheranno del tt le sue gambe e finalmente il suo corpo deformato si spezzerà! - di convivenze confuse nelle parolai che definiscono tt/tt amori ecc.. e bla, bla, bla!!!&#8230;Sono tt amori falsi, poiché sono come alberi senza radici! Sono simili ad una numerazione che vuole sussistere senza il numero 1, ma non possono susseguire tt gli altri numeri! - io vi dico; che senza il primo Amore per/in Dio, tt gli altri amori sono falsi e vani!  Il fatto é, che per comprendere più che dai trattati degli altri, abbiamo bisogno di testimoni della fede, abbiamo bisogno di credenti, ma vi dico, anche, se non trovate fra DI VOI chi veramente ha fede, fatevi testimoni VOI STESSI della fede , meditate la PAROLA di DIO e fatene TESORO, E DI OGNI SEME! Fatene lo specchio vivo della VS casa che é il Vs corpo! Specchiarsi nella viva Parola di Dio;in particolare dove Egli dice, senza di me non potete fare nulla!!! CERCATE NELLA PAROLA LA LETTERA CHE  SIETE VOI!!!</p>
<p> – Congedandomi da Voi, vi dico, ciò che manca in ogni e dove, non sono le parole, le divisioni hanno una radice viva; cio che manca é l\&#8217;amore  ovunque e in ogni e dov\&#8217;é discordia, superbia, impudicizia,cupidigia, oppressione, ribellione, odio e quant\&#8217; altro non é buono e bello dinanzi agli occhi di Dio!!!? é DIVISIONE, é FRAMMENTAZIONE!  Anch\&#8217;io, aspetto, e pazientemente attendo da tanto che nasca l\&#8217;amore! Quell’Amore  che é il sale , che è il sapore, che é la fede, che é il credo, vivo in noi! Che è quell’univo e unico amor di Dio, Padre e Madre di Tutti gli altri amori!  Gli amori di questo mondo, sono un mare senza sale, sono come alberi sterili, senza radici, sono come il deserto, come letti di fiumi prosciugati alla sorgente! Senza Dio,  in questo mondo non può esserci vita! Devota in Gesù e Maria, vi ho dato la mia testimonianza, un mica della fede che porto in me!  - ed in fede Vi ringrazio per avermi letta. Vi saluto porgendo il saluto che Maria ama! Ave!<br />
 M. C. F. da Prov. di Napoli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di Salvatore</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-19</link>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 11:46:32 +0000</pubDate>
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		<description>Spero di non essere stato frainteso ma intendevo dire che  la strada giusta è proprio quella intrapresa e cioè di discuterne, l'approfondimento consiste in questo.
grazie
salvatore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non essere stato frainteso ma intendevo dire che  la strada giusta è proprio quella intrapresa e cioè di discuterne, l&#8217;approfondimento consiste in questo.<br />
grazie<br />
salvatore</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di Salvatore</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-18</link>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 11:34:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-18</guid>
		<description>Tutti i commenti sopra riportati li trovo interessantissimi e tutti degni di approfondimento per l'importanza dell'argomento.
Insieme a mia moglie, prepariamo le coppie di fidanzati al matrimonio e siamo interessati a quell'incontro che si terrà il 22 ottobre in Curia Vi saremmo grati se via e-mail ci faceste sapere la conferma della data con gli orari
grazie 
salvatore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i commenti sopra riportati li trovo interessantissimi e tutti degni di approfondimento per l&#8217;importanza dell&#8217;argomento.<br />
Insieme a mia moglie, prepariamo le coppie di fidanzati al matrimonio e siamo interessati a quell&#8217;incontro che si terrà il 22 ottobre in Curia Vi saremmo grati se via e-mail ci faceste sapere la conferma della data con gli orari<br />
grazie<br />
salvatore</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di pasqualeorlando</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-17</link>
		<dc:creator>pasqualeorlando</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 19:52:56 +0000</pubDate>
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		<description>il sostegno alle famiglie con situzione difficili è una priorità. Tutte le analisi, anche nei piani sociali di zona, individuano nella famiglia con la donna sola e con figli una situazione di estrema precarietà. Bisogna utilizzare le opportunità pubbliche che ci sono ma soprattutto attivarereti di solidarietà vicine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il sostegno alle famiglie con situzione difficili è una priorità. Tutte le analisi, anche nei piani sociali di zona, individuano nella famiglia con la donna sola e con figli una situazione di estrema precarietà. Bisogna utilizzare le opportunità pubbliche che ci sono ma soprattutto attivarereti di solidarietà vicine.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di Maria</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-16</link>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 19:25:15 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante l'intervento delle ACLI. Ancora più interessante sapere cosa pensano e come interverrebbero per aiutare le famiglie con situazioni difficili o "irregolari", che hanno bisogno di sostegno, anche sociale. Certamente, una persona che decide di dividersi, oltre al dramma di coppia, deve anche affrontare i problemi legati alla sopravvivenza, quando ti trovi a gestire situazioni economiche che spesso vedono soprattutto la donna in difficoltà.  Che ne pensate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante l&#8217;intervento delle ACLI. Ancora più interessante sapere cosa pensano e come interverrebbero per aiutare le famiglie con situazioni difficili o &#8220;irregolari&#8221;, che hanno bisogno di sostegno, anche sociale. Certamente, una persona che decide di dividersi, oltre al dramma di coppia, deve anche affrontare i problemi legati alla sopravvivenza, quando ti trovi a gestire situazioni economiche che spesso vedono soprattutto la donna in difficoltà.  Che ne pensate?</p>
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		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di pasqualeorlando</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-15</link>
		<dc:creator>pasqualeorlando</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 13:29:30 +0000</pubDate>
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		<description>ACLI CAMPANIA




UN
PATTO
CAMPANO
PER LA
FAMIGLIA
La via campana per conciliare sostegno alla famiglia e
sviluppo economico e sociale della comunità





- SINTESI - Le ACLI CAMPANIA hanno realizzato un Laboratorio regionale articolato in 25 incontri territoriali proponendosi una lettura comparata delle legislazioni e dei provvedimenti già ora esistenti per la promozione dello sviluppo della famiglia sia nelle altre regioni che nazioni europee nonché di studiare l'impatto per le famiglie di legislazioni e provvedimenti che riguardano altri settori come l'occupazione, la crescita, i servizi socio-assistenziali, l'immigrazione, le pari opportunità tra i sessi etc, per arrivare ad elaborare una proposta originale e campana.

Le ACLI CAMPANIA avvalendosi delle testimonianze di esperti, rappresentanti istituzionali sia locali che nazionali che internazionali, nonché coinvolgendo gli altri attori religiosi, sindacali, datoriali e del terzo settore, hanno approfondito le problematiche relative a 5 macroaree di interesse:
o Famiglia e Lavoro
o Famiglia e Welfare
o Famiglia e Generazioni
o Famiglia e Immigrazione
o La Famiglia che accoglie

LE ACLI CAMPANIA ritengono che
Scegliere un modello di sviluppo basato sulla solidarietà e la sussidiarietà non significa minare la competitività della nostra regione quanto piuttosto garantirne la crescita salvaguardando la coesione sociale e territoriale;
I fondi della nuova programmazione assegnano alla Campania circa 15 miliardi di euro e quindi rappresentano un’occasione irripetibile per realizzare tale modello di sviluppo competitivo proprio perché coeso;
Le famiglie, investite da problemi e responsabilità di fronte alle quali sono lasciate sempre più sole, rappresentano senz’altro un soggetto debole della società, soprattutto in Campania;
Nelle politiche di tutti i livelli istituzione vada riconosciuto, valorizzato e sostenuto il ruolo essenziale della famiglia nella formazione e la cura delle persone durante tutto l’arco della vita, nella promozione del benessere e nel perseguimento della coesione sociale.
La famiglia, ancor prima dello Stato opera una redistribuzione equa delle risorse tutelando gli anelli più deboli della catena generazionale come bambini ed anziani;
Curare la tenuta della catena generazionale implica considerare la famiglia non solo come destinataria passiva di fondi pubblici e di sostegno al reddito, ma altresì soggetto attivo delle reti di servizi;
La nascita e lo sviluppo delle famiglie possono essere promosse non solo con politiche sociali propriamente dette ma anche con politiche attive del lavoro, politiche abitative, politiche fiscali, politiche educative e formative, quindi occorre un approccio sistemico per trovare un mix di tali politiche che tenga conto delle peculiarità della realtà campana;
La famiglia è una risorsa per l’intera comunità, e che quindi anche i problemi che la riguardano devono essere affrontati e risolti con il contributo di pensiero e di azione di tutti gli attori della comunità


Le ACLI CAMPANIA

PROPONGONO

ai cittadini tutti, alle Istituzioni civili e religiose, agli esponenti della società civile, alle parti economiche e sociali, ai rappresentanti dei media della Campania.

UN PATTO CAMPANO PER LA FAMIGLIA

che si basi su tre pilastri:

Riconoscimento della famiglia come Soggetto attivo e centrale per la costruzione di una nuova cittadinanza sociale e conseguente passaggio da un modello assistenziale ad un modello relazionale che veda il crescente coinvolgimento delle famiglie nella progettazione e nell’attuazione delle politiche che le riguardano direttamente o indirettamente;

Riconoscimento dello stretto legame tra promozione della famiglia e promozione della coesione sociale e dello sviluppo economico della società;

Impegno a predisporre, a partire dall’individuazione e analisi delle buone prassi locali, nazionali ed internazionali ed applicando il principio della concertazione e della sussidiarietà, interventi di politiche culturali, sociali ed economiche capaci di rimuovere gli ostacoli al FARE FAMIGLIA, ESSERE FAMIGLIA, RESTARE FAMIGLIA

CHIEDONO

UN CONFRONTO SULLE SEGUENTI PROPOSTE:

FAMIGLIA E LAVORO

1.Creare nuove opportunità di lavoro

Rendere operativo il Credito d’imposta regionale per l’occupazione e quello per gli investimenti e farne una misura strutturale di crescita e di sviluppo e non occasionale;

Prevedere incentivi per la creazione di lavoro autonomo e di microimprese caratterizzandoli con un sistema di accompagnamento e di orientamento degli aspiranti imprenditori ai settori necessari per completare le filiere produttive della nostra regione;

Favorire l’accesso al credito ordinario, avviando tavoli di confronto con le banche, istituendo l’albo delle banche di interesse regionale, coinvolgendole in programmi di microcredito;

Incentivare i giovani ricercatori a dedicarsi a progetti di ricerca applicata da avviare di concerto con le imprese in modo da rispondere ai bisogni di innovazione di organizzazione, di processo e di prodotto delle stesse. Del pari incentivare le imprese ad assumere i ricercatori avendone sperimentato le capacità;

Garantire la sicurezza sul lavoro intervenendo con una forte campagna informativa presso i lavoratori e presso le imprese, aumentando i controlli, migliorando il monitoraggio, predisponendo un sistema di penalizzazioni ma anche di premi per le imprese virtuose;


2. Creare nuove misure di garanzia per i lavoratori atipici (sottotitolo: in attesa della riforma nazionale degli ammortizzatori sociali)

Istituzione di un Fondo di garanzia che permetta alla Regione di farsi garante nei confronti delle banche affinché gli aventi diritto possano ottenere un prestito fino ad un massimo di €.15.000 a tassi agevolati da restituire al massimo entro 60 mesi e senza dover prestare ulteriori garanzie, né reali né personali;

Polizza assicurativa a carico del Comune o della Regione per sostenere i giovani precari interessati all’acquisto della prima e alla presa con mancanza temporanea di liquidità per pagare il mutuo;


3. Creare nuove misure per conciliare lavoro e famiglia e per favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro

Credito di imposta Regionale a favore della donna per la cura dei figli e dei familiari a carico adattando il meccanismo del credito d’imposta regionale per l’occupazione e per gli investimenti

Stipulare convenzioni con soggetti del privato sociale locate in prossimità dell’impresa. In questo modo si avrebbe il duplice effetto di affrontare in modo soft e flessibile un problema aziendale (realizzazione dei nidi aziendali) e si incentiverebbe anche la nascita di nuove attività nel settore dell’assistenza ai bambini;

Studiare la flessibilità degli orari a livello di singole aziende in modo da creare vantaggi sia per le lavoratrici che per le imprese e un miglioramento del clima aziendale e delle motivazioni del personale.

Attuazione dei PIANI TERRITORIALI DEGLI ORARI ad opera dei Comuni, anche in forma associata, al fine di realizzare un coordinamento degli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, degli uffici periferici delle Amministrazioni pubbliche, dei trasporti pubblici, delle attività culturali e di spettacolo, nonché alla promozione del tempo per fini di solidarietà sociale, contribuendo di fatto a promuovere la qualità del tempo per le famiglie;

FAMIGLIA E WELFARE

1. Contrastare la povertà delle famiglie

il Reddito di cittadinanza deve superare la fase della sperimentazione, essere migliorato nei meccanismi e nei controlli e diventare una misura stabile ma deve essere cofinanziato dal Governo Nazionale come previsto in origine e in attuazione di livelli essenziali delle prestazioni sociali (non ancora definiti dallo Stato);

Contrastare la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie

Ø Introdurre la CARTA FAMIGLIA quale misura per promuovere e sostenere le famiglie con figli a carico mediante attribuzione di agevolazioni e riduzioni di costi e tariffe per la fornitura di beni e la fruizione di servizi significativi nella vita familiare, ovvero di agevolazioni e riduzioni di particolari imposte e tasse locali. I contenuti e le modalità della Carta Famiglia devono nascere da una una collaborazione tra l’Amministrazione regionale, i Comuni, altri soggetti pubblici, gli esercizi commerciali e artigianali, le istituzioni e le associazioni culturali, sportive e del tempo libero ed altri soggetti privati presenti sul territorio.

Sottrarre le famiglie al rischio usura

Istituire la misura dei PRESTITI DI FAMIGLIA da erogare alle famiglie in situazione di temporanea difficoltà economica per il finanziamento di spese relative alle necessità della vita familiare a seguito dell’aumento del carico familiare, della perdita o riduzione dell’attività lavorativa, stato di disoccupazione prolungata, di costi per l’educazione dei figli

4. Benefici per la formazione di nuove famiglie

Realizzare un nuovo programma regionale di edilizia residenziale pubblica con la costituzione di una percentuale di riserva per l’acquisto o la locazione a favore di giovani coppie che intendono contrarre matrimonio;

Convenzioni con istituti bancari e finanziari al fine di abbassare il peso degli interessi del mutuo e consentire ai giovani sposi l’acquisto della prima casa;

Rimborso delle spese relative alla prima attivazione dei servizi di fornitura di acqua, energia elettrica e gas. Rimborso per un certo periodo (per.es 2 anni di matrimonio) delle spese riguardanti l’ICI e la T.A.R.S.U.

5. Potenziare la rete dei servizi di cura

Promuovere la realizzazione di un rete di NIDI FAMIGLIA che in quanto tipologia domiciliare, può essere realizzato nell’abitazione di residenza di una delle famiglie associate che possono gestirlo direttamente concordando le modalità organizzative e la proposta educativa, tenuto conto delle effettive necessità assistenziali ed educative dei bambini assumendone la completa responsabilità.
6. Contrastare la solitudine delle famiglie

Istituire i Centri Cittadini per le Famiglie quali punti di elaborazione, informazione, sostegno e aiuto per e tra le famiglie, in una logica di solidarietà e supporto alle esigenze di cura nella vita quotidiana;

Riorganizzare i consultori familiari puntando innanzitutto a sostenere la maternità, attraverso interventi che mirano alla prevenzione dell’abbandono alla nascita e all’aiuto delle gestanti e delle madri in difficoltà, specie nella delicata fase del post partum;

7. Promuovere il tempo libero delle famiglie

Favorire il turismo familiare attraverso l’introduzione di buoni vacanze e la concertazione tra istituzioni e associazioni di operatori specializzati nel turismo sociale per attivare offerte capaci di rispondere alle esigenze di famiglie con figli e con redditi bassi

8. Favorire la partecipazione della famiglia anche alla produzione legislativa che la riguarda, direttamente o indirettamente

Istituire presso i Comuni e la Regione la Consulta per la Famiglia

LA FAMIGLIA CHE ACCOGLIE

Costituire l’Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali con i seguenti compiti; cooperazione internazionale a favore di minori in difficoltà; svolgimento di pratiche di adozioni internazionali e dunque; informazione, preparazione, accompagnamento all'adozione internazionale e sostegno post-adottivo; assistenza socio-psicologica e legale agli aspiranti genitori adottivi in Italia e all'estero;

Istituzione del GARANTE per l'infanzia e l'adolescenza con compiti di vigilanza, promozione d'iniziative di sostegno per i minori, verifica della condizione minorile nella regione, possibilità di partecipare ai procedimenti amministrativi relativi ai minori, ecc.

Introdurre congrui contributi alle spese per le famiglie affidatarie con maggiorazione in caso di portatori di handicap. Eventuale estensione anche a chi adotti minori di oltre 12 anni e minori portatori di handicap;

FAMIGLIA E GENERAZIONI

Anziano risorsa sociale

Favorire l’affermarsi di un concetto nuovo di Anziano come risorsa sociale, significa non limitarsi a chiedere agli anziani solo un bilancio degli anni passati, ma significa invece anche aiutarli ad elaborare un programma per gli anni a venire, significa in definitiva riconoscere agli anziani una cittadinanza nel futuro

Promuovere iniziative e azioni di impegno e coinvolgimento delle persone anziane in attività sociali e culturali a favore della propria comunità, fatto che accresce la qualità del capitale sociale complessivo

Creare servizi che mettano in contatto le giovani famiglie senza nonni e gli anziani privi di famiglia;

Favorire la creazione all’interno delle imprese, di una rete volontaria per il coordinamento dell’assistenza reciproca “intergenerazionale”. Gli ex dipendenti in pensione possono ad esempio espletare formalità amministrative o fare commissioni per conto dei giovani lavoratori che hanno impegni familiari

Potenziare gli interventi per favorire la permanenza in famiglia degli anziani non autosufficienti evitando il ricovero in strutture residenziale e rafforzare l’assistenza domiciliare;

FAMIGLIA E IMMIGRAZIONE

Favorire la formazione linguistica e professionale degli immigrati offrendo corsi di lingua italiana che siano organizzati secondo le loro esigenze, anche di orario;

Realizzare un programma di housing sociale per favorire l’accesso alla casa ed ai servi;

Favorire l’accesso al credito degli immigrati, dal momento che l’imprenditoria etnica è un settore in pieno sviluppo;

Finanziare interventi per la riqualificazione del lavoro delle assistenti familiari (le cosiddette “badanti”), finalizzati a garantire le lavoratrici e ad assicurare personale qualificato alle famiglie.


Istituzione dell’OSSERVATORIO DELLA QUALITA’ DELLE POLITICHE PUBBLICHE rappresenta un importante corollario del nostro lavoro basato, come più volte ribadito, sulla convinzione, che solo un approccio integrato e sistemico può garantire una promozione efficace della famiglia e quindi della società, ne consegue che politiche pubbliche di qualità possono conseguire tale effetto.

Tale Osservatorio non dovrà limitarsi a misurare l’efficienza e l’efficacia secondo le tecniche tradizionali (A.I.R. eV.I.R) (tra l’altro non ancora diffuse in Campania) ma mettere a punto un nuovo modello per misurare l’efficacia educativa delle politiche pubbliche</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ACLI CAMPANIA</p>
<p>UN<br />
PATTO<br />
CAMPANO<br />
PER LA<br />
FAMIGLIA<br />
La via campana per conciliare sostegno alla famiglia e<br />
sviluppo economico e sociale della comunità</p>
<p>- SINTESI - Le ACLI CAMPANIA hanno realizzato un Laboratorio regionale articolato in 25 incontri territoriali proponendosi una lettura comparata delle legislazioni e dei provvedimenti già ora esistenti per la promozione dello sviluppo della famiglia sia nelle altre regioni che nazioni europee nonché di studiare l&#8217;impatto per le famiglie di legislazioni e provvedimenti che riguardano altri settori come l&#8217;occupazione, la crescita, i servizi socio-assistenziali, l&#8217;immigrazione, le pari opportunità tra i sessi etc, per arrivare ad elaborare una proposta originale e campana.</p>
<p>Le ACLI CAMPANIA avvalendosi delle testimonianze di esperti, rappresentanti istituzionali sia locali che nazionali che internazionali, nonché coinvolgendo gli altri attori religiosi, sindacali, datoriali e del terzo settore, hanno approfondito le problematiche relative a 5 macroaree di interesse:<br />
o Famiglia e Lavoro<br />
o Famiglia e Welfare<br />
o Famiglia e Generazioni<br />
o Famiglia e Immigrazione<br />
o La Famiglia che accoglie</p>
<p>LE ACLI CAMPANIA ritengono che<br />
Scegliere un modello di sviluppo basato sulla solidarietà e la sussidiarietà non significa minare la competitività della nostra regione quanto piuttosto garantirne la crescita salvaguardando la coesione sociale e territoriale;<br />
I fondi della nuova programmazione assegnano alla Campania circa 15 miliardi di euro e quindi rappresentano un’occasione irripetibile per realizzare tale modello di sviluppo competitivo proprio perché coeso;<br />
Le famiglie, investite da problemi e responsabilità di fronte alle quali sono lasciate sempre più sole, rappresentano senz’altro un soggetto debole della società, soprattutto in Campania;<br />
Nelle politiche di tutti i livelli istituzione vada riconosciuto, valorizzato e sostenuto il ruolo essenziale della famiglia nella formazione e la cura delle persone durante tutto l’arco della vita, nella promozione del benessere e nel perseguimento della coesione sociale.<br />
La famiglia, ancor prima dello Stato opera una redistribuzione equa delle risorse tutelando gli anelli più deboli della catena generazionale come bambini ed anziani;<br />
Curare la tenuta della catena generazionale implica considerare la famiglia non solo come destinataria passiva di fondi pubblici e di sostegno al reddito, ma altresì soggetto attivo delle reti di servizi;<br />
La nascita e lo sviluppo delle famiglie possono essere promosse non solo con politiche sociali propriamente dette ma anche con politiche attive del lavoro, politiche abitative, politiche fiscali, politiche educative e formative, quindi occorre un approccio sistemico per trovare un mix di tali politiche che tenga conto delle peculiarità della realtà campana;<br />
La famiglia è una risorsa per l’intera comunità, e che quindi anche i problemi che la riguardano devono essere affrontati e risolti con il contributo di pensiero e di azione di tutti gli attori della comunità</p>
<p>Le ACLI CAMPANIA</p>
<p>PROPONGONO</p>
<p>ai cittadini tutti, alle Istituzioni civili e religiose, agli esponenti della società civile, alle parti economiche e sociali, ai rappresentanti dei media della Campania.</p>
<p>UN PATTO CAMPANO PER LA FAMIGLIA</p>
<p>che si basi su tre pilastri:</p>
<p>Riconoscimento della famiglia come Soggetto attivo e centrale per la costruzione di una nuova cittadinanza sociale e conseguente passaggio da un modello assistenziale ad un modello relazionale che veda il crescente coinvolgimento delle famiglie nella progettazione e nell’attuazione delle politiche che le riguardano direttamente o indirettamente;</p>
<p>Riconoscimento dello stretto legame tra promozione della famiglia e promozione della coesione sociale e dello sviluppo economico della società;</p>
<p>Impegno a predisporre, a partire dall’individuazione e analisi delle buone prassi locali, nazionali ed internazionali ed applicando il principio della concertazione e della sussidiarietà, interventi di politiche culturali, sociali ed economiche capaci di rimuovere gli ostacoli al FARE FAMIGLIA, ESSERE FAMIGLIA, RESTARE FAMIGLIA</p>
<p>CHIEDONO</p>
<p>UN CONFRONTO SULLE SEGUENTI PROPOSTE:</p>
<p>FAMIGLIA E LAVORO</p>
<p>1.Creare nuove opportunità di lavoro</p>
<p>Rendere operativo il Credito d’imposta regionale per l’occupazione e quello per gli investimenti e farne una misura strutturale di crescita e di sviluppo e non occasionale;</p>
<p>Prevedere incentivi per la creazione di lavoro autonomo e di microimprese caratterizzandoli con un sistema di accompagnamento e di orientamento degli aspiranti imprenditori ai settori necessari per completare le filiere produttive della nostra regione;</p>
<p>Favorire l’accesso al credito ordinario, avviando tavoli di confronto con le banche, istituendo l’albo delle banche di interesse regionale, coinvolgendole in programmi di microcredito;</p>
<p>Incentivare i giovani ricercatori a dedicarsi a progetti di ricerca applicata da avviare di concerto con le imprese in modo da rispondere ai bisogni di innovazione di organizzazione, di processo e di prodotto delle stesse. Del pari incentivare le imprese ad assumere i ricercatori avendone sperimentato le capacità;</p>
<p>Garantire la sicurezza sul lavoro intervenendo con una forte campagna informativa presso i lavoratori e presso le imprese, aumentando i controlli, migliorando il monitoraggio, predisponendo un sistema di penalizzazioni ma anche di premi per le imprese virtuose;</p>
<p>2. Creare nuove misure di garanzia per i lavoratori atipici (sottotitolo: in attesa della riforma nazionale degli ammortizzatori sociali)</p>
<p>Istituzione di un Fondo di garanzia che permetta alla Regione di farsi garante nei confronti delle banche affinché gli aventi diritto possano ottenere un prestito fino ad un massimo di €.15.000 a tassi agevolati da restituire al massimo entro 60 mesi e senza dover prestare ulteriori garanzie, né reali né personali;</p>
<p>Polizza assicurativa a carico del Comune o della Regione per sostenere i giovani precari interessati all’acquisto della prima e alla presa con mancanza temporanea di liquidità per pagare il mutuo;</p>
<p>3. Creare nuove misure per conciliare lavoro e famiglia e per favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro</p>
<p>Credito di imposta Regionale a favore della donna per la cura dei figli e dei familiari a carico adattando il meccanismo del credito d’imposta regionale per l’occupazione e per gli investimenti</p>
<p>Stipulare convenzioni con soggetti del privato sociale locate in prossimità dell’impresa. In questo modo si avrebbe il duplice effetto di affrontare in modo soft e flessibile un problema aziendale (realizzazione dei nidi aziendali) e si incentiverebbe anche la nascita di nuove attività nel settore dell’assistenza ai bambini;</p>
<p>Studiare la flessibilità degli orari a livello di singole aziende in modo da creare vantaggi sia per le lavoratrici che per le imprese e un miglioramento del clima aziendale e delle motivazioni del personale.</p>
<p>Attuazione dei PIANI TERRITORIALI DEGLI ORARI ad opera dei Comuni, anche in forma associata, al fine di realizzare un coordinamento degli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, degli uffici periferici delle Amministrazioni pubbliche, dei trasporti pubblici, delle attività culturali e di spettacolo, nonché alla promozione del tempo per fini di solidarietà sociale, contribuendo di fatto a promuovere la qualità del tempo per le famiglie;</p>
<p>FAMIGLIA E WELFARE</p>
<p>1. Contrastare la povertà delle famiglie</p>
<p>il Reddito di cittadinanza deve superare la fase della sperimentazione, essere migliorato nei meccanismi e nei controlli e diventare una misura stabile ma deve essere cofinanziato dal Governo Nazionale come previsto in origine e in attuazione di livelli essenziali delle prestazioni sociali (non ancora definiti dallo Stato);</p>
<p>Contrastare la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie</p>
<p>Ø Introdurre la CARTA FAMIGLIA quale misura per promuovere e sostenere le famiglie con figli a carico mediante attribuzione di agevolazioni e riduzioni di costi e tariffe per la fornitura di beni e la fruizione di servizi significativi nella vita familiare, ovvero di agevolazioni e riduzioni di particolari imposte e tasse locali. I contenuti e le modalità della Carta Famiglia devono nascere da una una collaborazione tra l’Amministrazione regionale, i Comuni, altri soggetti pubblici, gli esercizi commerciali e artigianali, le istituzioni e le associazioni culturali, sportive e del tempo libero ed altri soggetti privati presenti sul territorio.</p>
<p>Sottrarre le famiglie al rischio usura</p>
<p>Istituire la misura dei PRESTITI DI FAMIGLIA da erogare alle famiglie in situazione di temporanea difficoltà economica per il finanziamento di spese relative alle necessità della vita familiare a seguito dell’aumento del carico familiare, della perdita o riduzione dell’attività lavorativa, stato di disoccupazione prolungata, di costi per l’educazione dei figli</p>
<p>4. Benefici per la formazione di nuove famiglie</p>
<p>Realizzare un nuovo programma regionale di edilizia residenziale pubblica con la costituzione di una percentuale di riserva per l’acquisto o la locazione a favore di giovani coppie che intendono contrarre matrimonio;</p>
<p>Convenzioni con istituti bancari e finanziari al fine di abbassare il peso degli interessi del mutuo e consentire ai giovani sposi l’acquisto della prima casa;</p>
<p>Rimborso delle spese relative alla prima attivazione dei servizi di fornitura di acqua, energia elettrica e gas. Rimborso per un certo periodo (per.es 2 anni di matrimonio) delle spese riguardanti l’ICI e la T.A.R.S.U.</p>
<p>5. Potenziare la rete dei servizi di cura</p>
<p>Promuovere la realizzazione di un rete di NIDI FAMIGLIA che in quanto tipologia domiciliare, può essere realizzato nell’abitazione di residenza di una delle famiglie associate che possono gestirlo direttamente concordando le modalità organizzative e la proposta educativa, tenuto conto delle effettive necessità assistenziali ed educative dei bambini assumendone la completa responsabilità.<br />
6. Contrastare la solitudine delle famiglie</p>
<p>Istituire i Centri Cittadini per le Famiglie quali punti di elaborazione, informazione, sostegno e aiuto per e tra le famiglie, in una logica di solidarietà e supporto alle esigenze di cura nella vita quotidiana;</p>
<p>Riorganizzare i consultori familiari puntando innanzitutto a sostenere la maternità, attraverso interventi che mirano alla prevenzione dell’abbandono alla nascita e all’aiuto delle gestanti e delle madri in difficoltà, specie nella delicata fase del post partum;</p>
<p>7. Promuovere il tempo libero delle famiglie</p>
<p>Favorire il turismo familiare attraverso l’introduzione di buoni vacanze e la concertazione tra istituzioni e associazioni di operatori specializzati nel turismo sociale per attivare offerte capaci di rispondere alle esigenze di famiglie con figli e con redditi bassi</p>
<p>8. Favorire la partecipazione della famiglia anche alla produzione legislativa che la riguarda, direttamente o indirettamente</p>
<p>Istituire presso i Comuni e la Regione la Consulta per la Famiglia</p>
<p>LA FAMIGLIA CHE ACCOGLIE</p>
<p>Costituire l’Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali con i seguenti compiti; cooperazione internazionale a favore di minori in difficoltà; svolgimento di pratiche di adozioni internazionali e dunque; informazione, preparazione, accompagnamento all&#8217;adozione internazionale e sostegno post-adottivo; assistenza socio-psicologica e legale agli aspiranti genitori adottivi in Italia e all&#8217;estero;</p>
<p>Istituzione del GARANTE per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza con compiti di vigilanza, promozione d&#8217;iniziative di sostegno per i minori, verifica della condizione minorile nella regione, possibilità di partecipare ai procedimenti amministrativi relativi ai minori, ecc.</p>
<p>Introdurre congrui contributi alle spese per le famiglie affidatarie con maggiorazione in caso di portatori di handicap. Eventuale estensione anche a chi adotti minori di oltre 12 anni e minori portatori di handicap;</p>
<p>FAMIGLIA E GENERAZIONI</p>
<p>Anziano risorsa sociale</p>
<p>Favorire l’affermarsi di un concetto nuovo di Anziano come risorsa sociale, significa non limitarsi a chiedere agli anziani solo un bilancio degli anni passati, ma significa invece anche aiutarli ad elaborare un programma per gli anni a venire, significa in definitiva riconoscere agli anziani una cittadinanza nel futuro</p>
<p>Promuovere iniziative e azioni di impegno e coinvolgimento delle persone anziane in attività sociali e culturali a favore della propria comunità, fatto che accresce la qualità del capitale sociale complessivo</p>
<p>Creare servizi che mettano in contatto le giovani famiglie senza nonni e gli anziani privi di famiglia;</p>
<p>Favorire la creazione all’interno delle imprese, di una rete volontaria per il coordinamento dell’assistenza reciproca “intergenerazionale”. Gli ex dipendenti in pensione possono ad esempio espletare formalità amministrative o fare commissioni per conto dei giovani lavoratori che hanno impegni familiari</p>
<p>Potenziare gli interventi per favorire la permanenza in famiglia degli anziani non autosufficienti evitando il ricovero in strutture residenziale e rafforzare l’assistenza domiciliare;</p>
<p>FAMIGLIA E IMMIGRAZIONE</p>
<p>Favorire la formazione linguistica e professionale degli immigrati offrendo corsi di lingua italiana che siano organizzati secondo le loro esigenze, anche di orario;</p>
<p>Realizzare un programma di housing sociale per favorire l’accesso alla casa ed ai servi;</p>
<p>Favorire l’accesso al credito degli immigrati, dal momento che l’imprenditoria etnica è un settore in pieno sviluppo;</p>
<p>Finanziare interventi per la riqualificazione del lavoro delle assistenti familiari (le cosiddette “badanti”), finalizzati a garantire le lavoratrici e ad assicurare personale qualificato alle famiglie.</p>
<p>Istituzione dell’OSSERVATORIO DELLA QUALITA’ DELLE POLITICHE PUBBLICHE rappresenta un importante corollario del nostro lavoro basato, come più volte ribadito, sulla convinzione, che solo un approccio integrato e sistemico può garantire una promozione efficace della famiglia e quindi della società, ne consegue che politiche pubbliche di qualità possono conseguire tale effetto.</p>
<p>Tale Osservatorio non dovrà limitarsi a misurare l’efficienza e l’efficacia secondo le tecniche tradizionali (A.I.R. eV.I.R) (tra l’altro non ancora diffuse in Campania) ma mettere a punto un nuovo modello per misurare l’efficacia educativa delle politiche pubbliche</p>
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		<title>Commenti su Famiglia e Famiglie di m.condurro</title>
		<link>http://famiglia.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/05/28/3/#comment-14</link>
		<dc:creator>m.condurro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 21:18:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ok Giuseppe, ne abbiamo parlato tanto, anche oggi, ma hai ragione, bisogna ascoltare le voci di chi vive la situazione e la sente come problema. Certo, è difficile anche aprirsi e confrontarsi. C'è una sorta di comprensibile pudore, ma bisogna cominciare a parlarne e trovare chi ci aiuta a capirne di più. 
Il 22 ottobre, presso la sede della Curia, ci sarà un incontro con i responsabili di una comunità di Bergamo, che da tempo affrontano queste problematiche. Invito  te e chi è interessato, laici e sacerdoti, a venire e ascoltare, per confrontarci con chi ha già questo tipo di esperienze. 
M. Pia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok Giuseppe, ne abbiamo parlato tanto, anche oggi, ma hai ragione, bisogna ascoltare le voci di chi vive la situazione e la sente come problema. Certo, è difficile anche aprirsi e confrontarsi. C&#8217;è una sorta di comprensibile pudore, ma bisogna cominciare a parlarne e trovare chi ci aiuta a capirne di più.<br />
Il 22 ottobre, presso la sede della Curia, ci sarà un incontro con i responsabili di una comunità di Bergamo, che da tempo affrontano queste problematiche. Invito  te e chi è interessato, laici e sacerdoti, a venire e ascoltare, per confrontarci con chi ha già questo tipo di esperienze.<br />
M. Pia</p>
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